Progetti pilota preapprendistati di integrazione professionale

Qualificazione Rifugiati Intersettoriale TI
Verschieden farbige Händepaare auf einem gelben Untergrund
Integrazione professionale per giovani fragili.

Il programma pilota di preparazione all’apprendistato permette a 10-12 giovani fragili (migranti o residenti con formazioni interrotte a beneficio di aiuto sociale) di svolgere per un periodo di pratica professionale accompagnata e intercalata da puntuali momenti formativi finalizzati al miglioramento delle competenze linguistiche, all’inquadramento e alla valutazione delle competenze professionali, tecniche, personali e sociali. L’obiettivo è la preparazione per un successivo inizio di un apprendistato riconosciuto.

In Svizzera e anche in Ticino esistono già programmi di formazione e di preparazione all’apprendistato (vedasi anche le esperienze dei pretirocini), si tratta però in genere di programmi di scuola a tempo pieno. La specificità di questo progetto risiede nel privilegiare l’esperienza pratica che i partecipanti possono svolgere all’interno di ambienti di lavoro: tenuto conto anche delle difficoltà scolastiche si è scelto di privilegiare la formazione pratica e l’insegnamento attraverso l’esperienza attiva.

Analizzando i fattori di rischio di povertà delle persone che esercitano un’attività lucrativa, l’Ufficio federale di statistica ha constatato una relazione evidente tra il basso livello di formazione e la dipendenza dall’aiuto sociale. L’istruzione riduce pertanto in modo significativo il rischio di povertà, poiché aumenta considerevolmente la probabilità di riuscire a provvedere al proprio sostentamento mediante un’attività lucrativa.

Il rapporto “Strategia di lotta alla povertà” del Consiglio Federale rileva inoltre che” i giovani di origine straniera sono in molti casi meno preparati dei ragazzi svizzeri a iniziare una formazione professionale di base: lo svolgimento di un apprendistato o l’accesso diretto al mondo del lavoro sono resi problematici soprattutto da difficoltà scolastiche e linguistiche combinate alla scarsa motivazione e a problemi di integrazione. I giovani stranieri devono inoltre fare i conti con i pregiudizi della società di arrivo. Il 15-20 per cento dei giovani stranieri rinuncia definitivamente a svolgere una formazione professionale ed è quindi esposto a un maggior rischio di rimanere disoccupato ed eventualmente dipendere dall’aiuto sociale”.

La raccomandazione che emerge, dopo l’analisi dei dati e dai rapporti presi in esame, è quello di offrire delle strutture intermedie o “ponte” dedicate a giovani particolarmente a rischio o con percorsi scolastici interrotti. È importante offrire a questi giovani soluzioni adeguate che permettano loro di conseguire anche in un secondo tempo un diploma professionale. Senza una formazione, infatti, presentano una probabilità più elevata di dipendere a lungo dalle prestazioni assistenziali o di restare esposti al rischio di povertà anche nelle successive fasi della vita.

Il progetto, che vede anche il coinvolgimento di imprese sociali locali, è già stato avviato nel settore orticolo, sarà nei prossimi mesi esteso anche al settore della ristorazione, economia domestica e socio-sanitario.

La logica dell’intervento corrisponde da un lato alla necessità di lavorare con i partecipanti sul profilo delle competenze scolastiche e formative per favorire il recupero del gap scolastico e per migliorare le conoscenze linguistiche e nella preparazione pratica ad affrontare un apprendistato nel campo della ristorazione; dall’altro su quei fattori di protezione che possono contribuire al rafforzamento delle competenze sociali e relazionali. Alla fine del programma i partecipanti sono inseriti in un apprendistato biennale/triennale o in una scuola professionale a tempo pieno. I partecipanti sono preparati tecnicamente, al pari dei loro coetanei, a seguire un percorso di formazione/apprendistato e conoscono il territorio in cui vivono; si sentono in grado di affrontare il percorso di formazione, hanno fiducia nelle proprie capacità e hanno sviluppato delle buone relazioni sociali e si sentono sostenuti.

Oltre al lavoro sulle competenze scolastiche e professionali i partecipanti sono sostenuti e accompagnati nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali (life skills) quali ad esempio l’autostima, la comunicazione efficace, la fiducia nelle proprie capacità, fattori che contribuiscono alla loro integrazione sociale e alla prevenzione del disagio e in un processo di crescita indi- viduale e di gruppo (empowerment).

Promotore

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF)

La Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF) opera in tre settori: sostegno e inserimento: sostegno finanziario, misure attive d’inserimento sociale e professionale per beneficiari di assistenza sociale e per utenti del Centro sociale e professionale di Gerra Piano, anticipo e recupero alimenti, alloggio sussidiato, richiedenti l’asilo, ammessi provvisori e rifugiati; famiglie e giovani: prestazioni dirette di accompagnamento sociale e tutelare; pianificazione, finanziamento e vigilanza di enti e attività per le famiglie e la protezione dei minorenni, e di politiche giovanili; sociosanitario (assistenza e cura a domicilio, istituti e servizi per anziani e invalidi): aiuti finanziari diretti ad anziani e disabili che rimangono a domicilio, prestazioni dirette di accertamento delle capacità professionali e di formazione degli invalidi; pianificazione, finanziamento e vigilanza di istituti e servizi sociosanitari comunali e privati.

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF)
Viale Officina 6
6500 Bellinzona

Informazioni complementari

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie
Sara Grignola Mammoli
091 814 70 57
sara.grignola@ti.ch