Sviluppo dei servizi di accoglienza extrascolastica ed extrafamiliare

Lavoro e famiglie Intersettoriale TI
Mädchen in roten Kleid, mit Zopf und rotem Band in den Haaren schreibt in ein Heft. Umgebung Schule.

Di concerto fra i due uffici citati e con riferimento alla realtà regionali e comunali, vengono promossi e sviluppati centri che organizzano attività extrascolastiche, gestiti prevalentemente da enti privati no profit, che accolgono bambini e ragazzi in età della scuola dell’obbligo (4 – 15 anni) i cui genitori lavorano.

L’invecchiamento delle reti familiari e l’aumento dell'occupazione femminile hanno messo in crisi in tutti i paesi sviluppati l'equilibrio tra domande di cure e domande di reddito attorno a cui si erano definite l'organizzazione della famiglia e la divisione del lavoro e delle responsabilità tra uomini e donne fino agli anni Ottanta. Un equilibrio ulteriormente minacciato negli anni più recenti dal riemergere di forme di precarietà e nuove tensioni nel mercato del lavoro.

Come conciliare lavoro e famiglia? Il modo in cui tale questione cruciale è affrontata dalle politiche sociali e del lavoro ha conseguenze importanti sulla qualità della vita delle persone, sulle loro scelte familiari, sulla stessa tenuta della solidarietà famigliare, oltre che sull'assetto complessivo delle società sviluppate.

Il quesito si è (im)posto anche in Ticino agli inizi degli anni 2000 e ha trovato parziale riscontro positivo nella recente Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie), del 15 settembre 2003. In questa Legge infatti un intero capitolo è dedicato al disciplinamento delle attività di sostegno alle famiglie, “finalizzate a sostenere i genitori nel conciliare famiglia e lavoro o formazione” (art. 7 cpv. 2 della Legge per le famiglie).

A dieci anni dall’entrata in vigore (2006) della citata Legge per le famiglie, il Consiglio di Stato ha ribadito la volontà di:
“Individuare e rafforzare ulteriori modalità d’azione per incentivare lo sviluppo di nidi dell’infanzia, famiglie diurne, centri extrascolastici, nidiamiglia, refezioni familiari e servizi parascolastici, in grado di soddisfare le esigenze dei genitori con figli in età di scuola dell’obbligo, impegnati in attività professionali. L’evoluzione in atto evidenzia una richiesta sostenuta di queste strutture da parte dei enitori, anche se in modo differenziato nelle diverse regioni del Cantone, e la necessità per Comuni, Cantone e altri enti di ulteriormente potenziare questi servizi, anche in riferimento alle disposizioni enzionate nel Concordato Harmos.”

Gli obiettivi specifici cosi riassumibili:

  • monitorare regolarmente la presenza e la diffusione nel territorio di nidi dell’infanzia, refezioni scolastiche, doposcuola, centri extrascolastici, ecc.;
  • elaborare, all’intenzione delle autorità comunali, un prontuario delle possibilità concesse dalle attuali disposizioni di legge, sia in ambito sociale sia in ambito scolastico, per favorire lo sviluppo di questi servizi;
  • ridurre progressivamente il numero delle sezioni di scuola dell’infanzia senza refezione (attualmente pari a ca. il 10%);
  • riesaminare e verificare le disposizioni della Legge per le famiglie che regolano la concessione di contributi a Comuni, enti e associazioni, segnatamente riequilibrando la ripartizione degli oneri tra Confederazione, Cantone e Comuni, allo scopo di migliorare le condizioni finanziarie del settore e, trattandosi prevalentemente di strutture di prossimità, definire un sistema di sussidiamento con una maggiore partecipazione dei Comuni;
  • potenziare la presenza della refezione scolastica nelle scuole cantonali a dipendenza delle necessità e delle possibilità di autofinanziamento;
  • valutare da parte delle autorità scolastiche comunali e cantonali la possibilità di riconsiderare gli orari scolastici d’inizio e di fine scuola nell’intento di ottimizzare i servizi di refezione e di favorire i genitori nel conciliare famiglia, scuola, lavoro;
  • assicurare un’adeguata qualità dei servizi di accoglienza extrafamigliare;
  • valutare la possibilità di concedere aiuti alle famiglie per le spese effettive sostenute per l’affidamento extrafamiliare;
  • promuovere la collaborazione tra enti pubblici, datori di lavoro, ecc., per incrementare l’offerta di questi servizi.

Promotore

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFAG)

La Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF) opera in tre settori: sostegno e inserimento: sostegno finanziario, misure attive d’inserimento sociale e professionale per beneficiari di assistenza sociale e per utenti del Centro sociale e professionale di Gerra Piano, anticipo e recupero alimenti, alloggio sussidiato, accoglienza dei rifugiati; famiglie e giovani: prestazioni dirette di accompagnamento sociale e tutelare; pianificazione, finanziamento e vigilanza di enti e attività per le famiglie e la protezione dei minorenni, e di politiche giovanili; sociosanitario (assistenza e cura a domicilio, istituti e servizi per anziani e invalidi): aiuti finanziari diretti ad anziani e disabili che rimangono a domicilio, prestazioni dirette di accertamento delle capacità professionali e di formazione degli invalidi; pianificazione, finanziamento e vigilanza di istituti e servizi sociosanitari comunali e privati.

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFAG)
Viale Officina 6
6500 Bellinzona

Informazioni complementari

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